La Spagna, oltre all’istituto del matrimonio, svaluta anche il divorzio

Tale assurda novità legislativa è contenuta nel disegno di legge  di Giurisdizione volontaria appena votato dal consiglio dei ministri spagnolo.

Senza volersi addentrare in considerazioni di carattere religioso circa l’opportunità o meno di tale riforma, si vuole sottolineare solo che ciò potrà produrre seri danni.

Come già avevo sostenuto in precedenza, non si può lasciare ai notai una materia che vista l’importanza e la delicatezza deve essere di esclusiva competenza di avvocati specializzati in diritto di famiglia, anche se, come sostiene la riforma, non vi siano figli minori coinvolti. Sappiamo bene, infatti, che anche i figli maggiorenni, fino a quando non abbiamo raggiunto l’indipendenza economica sono sulle spalle dei genitori e sappiamo bene anche quanto siano importanti tutte le dinamiche di carattere patrimoniale che riguardano le separazioni e i divorzi, che quindi devono essere affrontate con la dovuta preparazione e competenza.

Non si può, quindi, lasciare all’improvvisazione una materia così delicata, che ha per oggetto, spesso difficili trattative per arrivare ad un accordo fra gli ex coniugi, trattative che possono essere svolte soltanto da avvocati specializzati nella materia.

Abbiamo il timore che la Spagna da questo primo passo arriverà, come spesso purtroppo accade, a farne altri, fino forse, ci auguriamo che ciò non accada, a togliere valore al diritto di famiglia.

Per quanto ci riguarda, ci auguriamo che i notai continuino a fare i notai e gli avvocati il loro mestiere, per  non rischiare di diventare un Paese come la Spagna.

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