Assegno divorzile ridotto per l’ex marito mediante produzione di nuovi documenti in appello

Cassazione – ordinanza n. 27234 – 30 novembre 2020

La vicenda esaminata dai giudici della Suprema Corte si riferisce ad una decisione della Corte d’Appello di Firenze che aveva revocato l’assegno divorzile, riformando parzialmente la decisione del giudice di primo grado che aveva dichiarato lo scioglimento del matrimonio civile fissando un assegno a favore della moglie e carico del marito di 200,00 euro mensili, in considerazione della natura alimentare dello stesso e delle diverse condizioni reddituali degli ex coniugi.

La ex moglie si rivolgeva alla Corte di Cassazione per vedere riformata le decisione dei giudici di Appello, lamentando con il primo motivo la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 n. 3 c.p.c. degli artt. 2702 e ss.c.c. e 257 bis c.p.c., avendo la Corte d’Appello basato la propria decisione su documenti nuovi, prodotti dall’ex marito solo in appello, tempestivamente contestati dalla ex moglie.

La Suprema Corte respinge il ricorso della donna, affermando i seguente principio di diritto: “ nel giudizio divorzile in appello, che si svolge, ai sensi dell’art. 4, comma quindicesimo, della l. n. 898/1970, secondo il rito camerale, di per sé caratterizzato dalla sommarietà della cognizione e dalla semplicità delle forme, va esclusa la piena applicabilità delle norme che regolano il processo ordinario ed è quindi ammissibile l’acquisizione di nuovi mezzi di prova, a condizione che sia assicurato un pieno e completo contradditorio delle parti”.